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Ode alla Scuola. W la Squola!

ODE ALLA SCUOLA

A te, culla della mia anima bambina, ho dedicato i giorni, i mesi, gli anni più belli.

E tu, bene mi hai ricompensato per la mia dedizione. Grazie scuola!

Grazie per i dolci pidocchi, amici dei giorni passati, che mai volevano abbandonare il mio capo piccino.

Grazie! Per le indimenticabili attese davanti a folle frementi di mamme impazienti,

che mi guardavano e guardavo imploranti al momento di lasciarti.

Grazie, per i tanti compagni di avventura, che generosi non hanno mai voluto tenere sol per se

un raffreddore, una influenza, un virus raro, una varicella.

Grazie per le mille matite colorate, comprate e temperate,

per gli astucci, le cartelle, le copertine,  i libri i fogli i pennarelli,

i quaderni, mai giusti e mai bastanti,

inadeguati quanto serviva alla materia, alla maestra, alla cartella.

E grazie ancora scuola, per lo zaino, mai leggero, sempre pesante e sui mezzi pubblici oscillante,

per la leggera scoliosi che mi ha regalato e che ahimè non mi ha ancor lasciato.

Grazie per avermi fatto conoscere sentimenti unici e formanti, l’ansia la paura lo sgomento:

come potrò mai scordar l’attesa infame, con fame, di quello squillo celestiale;

come mi hai fatto amar la parola campanella: unica, forte, bella!

Grazie per avermi fatto vedere nel cuore della mia anima: l’odio profondo, per la maestra Rossella,

un odio disumano, peggio ancor di quello che provavo per mia sorella.

Grazie per avermi insegnato a domare la paura, che non so se più grande è stata per l’interrogazione,

in storia, o per le urla di mia mamma al voto risultato. Così è stato: a nulla è valso fuggire

il mio destino era segnato, la porta dell’aula chiusa, la porta di casa sbarrata.

E infine grazie scuola per la compagna Alice, che quando la guardavo ero felice.

Non so che dir di più, sarò sincero.

A mai più.

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